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diVincenzo Brunelli

Il governo si era appellato contro la decisione del Tar di Firenze contro i 9 milioni europei

Sbloccati i fondi del Pnrr per l’ammodernamento e l’ampliamento de dell’impianto centralizzato di trattamento dei fanghi del Depuratore di Grosseto, per un importo di oltre 9 milioni di euro. Il Consiglio di Stato, infatti, ha respinto definitivamente il ricorso del ministero dell’Ambiente contro la precedente sentenza del Tar che già gli aveva dato torto.

La vicenda risale allo scorso anno quando a seguito di una segnalazione della guardia di finanza il ministero aveva revocato il finanziamento alla Acquedotto del Fiora spa che era il beneficiario dei fondi del Pnrr su richiesta dell’Autorità idrica Toscana che aveva presentato il progetto.




















































Questo avveniva l’estate scorsa. Ma in autunno il Tar di Firenze aveva accolto il ricorso dell’Autorità idrica Toscana contro il provvedimento di revoca ministeriale che si basavano fondamentalmente su presunti danni all’ambiente in una relazione della Gdf. Successivamente però il ministero aveva impugnato la sentenza dei giudici fiorentini e tutto era sospeso in attesa delle decisioni finali. Ieri i magistrati di Palazzo Spada hanno pubblicato il verdetto definitivo sbloccando di fatto l’iter per l’accesso ai fondi del Pnrr.

Il provvedimento di revoca del contributo era fondato in pratica sulla presunta mancanza del requisito di ammissibilità del finanziamento, vale a dire l’assenza di violazioni «al principio Ue di non arrecare un danno significativo contro l’ambiente» nonché sulla falsa dichiarazione imputabile alla Autorità idrica Toscana (e alla società dichiarante) che, in sede di presentazione della domanda, aveva attestato invece il possesso di tale requisito.

L’ipotesi ministeriale, però, per come è emerso nella causa, si basava esclusivamente sulle risultanze risultanti da una segnalazione della guardia di finanza del 27 luglio 2023. Tale segnalazione dava conto di un’attività d’indagine svolta dalla gdf per conto della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Grosseto, che avrebbe fatto emergere una serie di violazioni in materia ambientale, «tali da inficiare uno dei requisiti di ammissibilità necessari per accedere al finanziamento».

Ma per il Consiglio di Stato la mera pendenza dell’indagine non può, di per sé da sola giustificare la definitiva revoca del finanziamento, anche in un contesto in cui i tempi di realizzazione degli interventi Pnrr non consentono di attendere la conclusione delle indagini, oltre al fatto che mancano per giudici di Palazzo Spada attività di accertamento o riscontro da parte del ministero. Appello respinto e fondi per il depuratore di Grosseto sbloccati e in arrivo.

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10 maggio 2024

 

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