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di Mauro Del Bue

Conte che rovina conti. Parlo del superbonus. Cioè del 110% di rimborso a chi produce un efficientamento energetico delle abitazioni più restauri collegati. Il provvedimento ê stato varato nel decreto Rilancio del governo Conte II (Cinque stelle e Pd) in pieno lockdown. Ideato per combattere la recessione dovuta alla pandemia questa misura poteva essere,  e lo é stato, diversamente utilizzata: come detrazione fiscale in tre anni, come cessione del credito alla ditta appaltatrice, come cessione con uno sconto a una banca. Conseguentemente chi ha comprato il credito aveva diritto a ulteriori sconti fiscali a catena. Per non parlare delle truffe e dei rincari voluti e poi presentati a bilancio delle opere. La Gabanelli, nella sua rubrica sul Corriere Data room, presenta un bilancio. Utilizzando tutti i suoi numeri mi vengono spontanee le seguenti osservazioni. 1) Il decreto Rilancio, del governo Conte due (composto da Cinque stelle e Pd), emanava una misura per il rilancio dell’edilizia e dell’occupazione che doveva essere transitorio e che scadeva nel dicembre del 2021, pari a 33,6 miliardi di euro. Tale misura il presidente Draghi intendeva modificare introducendo una diversificazione degli interventi in base al reddito, ma dopo una sollevazione dei Cinque stelle e anche degli altri partiti, compreso Fdi, allora all’opposizione, fu costretto a cedere. 2) A fine 2022 le richieste sono salite fino a 43,6 miliardi e il provvedimento é rimasto qual era. Intanto la Meloni, dopo aver conquistato Palazzo Chigi, annunciava modifiche e a novembre emanava un provvedimento che riduceva il Superbonus al 90% e impediva la cessione del credito, ma concedeva deroghe e proroghe per i condomini e per le villette con abitazione principale che avevano già avviato il percorso anche burocratico dei lavori. Per questi resta tuttora il 110% e la cessione del credito accordata fino a febbraio 2023. 3) Con queste parziali modifiche il debito ë salito di altri 54 miliardi a marzo 2024. 3) A queste cifre bisogna aggiungere i crediti agevolati per il Supersisma bonus che supererebbe i 35 miliardi. Il totale, stimato, dall’Agenzia delle entrate, ammonta a 160,5 miliardi, dei quali sette da annullare perché legati a frodi, errori e duplicazioni. 4) Secondo il ministro Giorgetti l’effetto del Superbonus sui conti pubblici sarà devastante anche nei prossimi anni. Il deficit è del 4,3% sul Pil e appesantirà il debito (137, 8% sul Pil). 5) Quali sono stati i vantaggi del Superbonus? Si calcola che abbia contribuito ad un innalzamento del Pil dello 0,8 (86 miliardi in tre anni e cento miliardi di maggiori investimenti e ha dato lavoro a 430mila unità’. 6) In quattro anni gli edifici che hanno usufruito del Superbonus sono stati 493.398 più 8 castelli (sic). L’investimento medio per i condomini è stato di 593 mila euro, per le ville 117mila, per i castelli 242mila. Gli investimenti sono andati soprattutto alle famiglie più agiate visto che il 50% degli interventi ha riguardato villette contro il 26,8% di condomini. 7) La differenza tra costi e benefici é notevole, così come evidente é che lo stato abbia, per dirla in parole povere, finanziato i ricchi a spese dei poveri. Una sorta di Robin Hood all’incontrario. Perché i soldi erogati e il debito che grava sullo stato dopo questa operazione, anche per il tratto di strada che ci attende, lo pagano coloro che non hanno immobili in proprietà. Il contrario di un minimo di accettazione del principio di equità sociale. L’appesantimento dei conti e l’aumento di deficit e debito sul Pil saranno costanti anche per i prossimi anni e sono stati generati anche dall’annuncio di modifiche che hanno velocizzato e aumentato le richieste e dalle proroghe ed eccezioni che le hanno pure depotenziate. Se un giornale economico inglese molto stimato sostiene che “il superbonus é il peggior provvedimento fiscale italiano degli ultimi dieci anni” non ha proprio torto.

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