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L’Inter e Lautaro Martinez sono pronti a giurarsi amore ancora a lungo con il rinnovo del contratto ormai prossimo, ma sono frenati da Oaktree. Dopo aver messo a punto le trattative per trovare i soldi per estinguere il debito col finanziamento avuto dalla società lussemburghese, tutto tace dal fronte societario che attende ancora la svolta economica che, non dovesse arrivare entro le scadenze date del 20 maggio, potrebbe portare a scenari problematici per il club neo campione d’Italia. Sia dal punto di vista sportivo che d’azienda.

Oaktree frena il rinnovo di Lautaro all’Inter

Una cosa è certa in casa Inter: tutto ruota attorno a Oaktree. Da mesi, infatti, le sirene d’allarme risuonano sempre più, facendosi ancora più forti avvicinandosi alla data del 20 maggio, giorno in cui i nerazzurri sono chiamati a estinguere (o rifinanziare) il prestito di 375 milioni. Non dovesse arrivare, mancando di fatto la possibilità di escussione del pegno, gli scenari sono molteplici.

Ma oltre a quello societario, appeso a un filo, il futuro in bilico è anche quello sportivo. Perché di fatto, senza soldi da investire, il mercato nerazzurro in vista della prossima stagione potrebbe mantenere ancora una volta il profilo low cost. Non che si tratti di una strategia perdente in partenza, Marotta docet dopo le sessioni a costo zero degli ultimi anni che hanno portato giocatori come Mkhitaryan, Calhanoglu e Thuram, ma i campioni d’Italia spererebbero di mettere in campo milioni per poter lottare per l’obiettivo sfumato della Champions League.

E tra gli obiettivi futuri c’è anche il rinnovo di capitan Lautaro. Un prolungamento che però è strettamente legato alla situazione Oaktree, perché i nerazzurri al momento sono impossibilitati nel fare investimenti.

Rinnovo Lautaro, la richiesta del capitano

E l’investimento più importante, almeno per il momento, sarebbe proprio il rinnovo di contratto dell’argentino. Il Toro, va detto, non ha una scadenza ravvicinata e non ci sarebbe fretta, ma meglio mettere le cose in chiaro anche per evitare l’assalto delle big europee. O dagli arabi che hanno fatto razzia nei campionati del Vecchio Continente negli ultimi mesi.

Ecco allora che arrivare all’accordo, con la firma nero su bianco, è importante anche in vista di quello che potrebbe essere il futuro societario. Perché con un contratto in essere per diversi anni (e a determinate cifre), l’eventuale cessione di Lautaro potrebbe portare nelle casse nerazzurre fior fior di milioni.

Non è questo il caso, perché l’argentino e i neo campioni d’Italia hanno intenzione di continuare insieme per conquistare quanto prima la Champions. Ma alle condizioni attuali i nerazzurri non sarebbero in grado di soddisfare le richieste del numero 10.

Lautaro, infatti, avrebbe chiesto un aumento d’ingaggio, con 10 milioni l’anno fino al 2029. Un contratto importante, con un prolungamento di altri tre anni (attualmente in scadenza nel 2026), che legherebbe l’argentino ai colori nerazzurri ancora a lungo e fino ai 32 anni, portandolo ad affacciarsi all’ultimo contratto della carriera da bandiera dell’Inter. E magari con l’accordo già in mano per chiudere proprio a Milano con un futuro, stile Zanetti, in società.

È presto per parlarne, perché tutto dipenderà da come evolverà la situazione con Oaktree e Pimco.

Quale futuro per l’Inter?

Appunto, Pimco. Nella settimana d’avvicinamento al derby della Madonnina, che ha poi consegnato lo scudetto numero 20 e la seconda stella ai nerazzurri, il presidente Steven Zhang aveva messo a punto l’accordo col fondo americano strappando un’intesa sulla base di 400 milioni per permettere al club di estinguere il debito con Oaktree.

Ma da lì in poi è calato il silenzio. Le voci si sono spente, forse si bisbiglia tra le parti, ma ancora non c’è nulla di ufficiale e quel mutismo fa rumore. Cosa succederà quindi all’Inter?

Gli scenari, come detto, sono molteplici. Si va dall’effettivo accordo con la Pacific Investment Management Company (per l’appunto Pimco) che solleverebbe i nerazzurri da ogni problema, alla situazione opposta, ovvero con Oaktree alla finestra per riavere quanto prima i 375 milioni prestati. Questo scenario, sulla carta, potrebbe essere il peggiore perché porterebbe Zhang a essere spodestato dalla guida del club, col futuro che dipenderà interamente dai lussemburghesi.

Siamo nel campo delle ipotesi, ma Oaktree potrebbe a quel punto decidere di controllare i nerazzurri, proseguendo con la politica fin qui messa in atto da Marotta e Ausilio per continuare a valorizzare il settore sportivo nella speranza di aumentare i ricavi, oppure decidere di ridimensionare i costi partendo dalle cessioni importanti di giocatori che valgono tanto sul mercato. Il discorso fatto per Lautaro, dunque, torna in primo piano. Ma un altro scenario potrebbe essere invece quello della cessione societaria, con Oaktree che rileverebbe le quote di Zhang mettendo sul mercato la società per un futuro lontano dal 32enne di Nanchino e anche da Lussemburgo.

Insomma, tutti interrogativi ai quali si cercherà di dare risposta quanto prima. Anche perché il 20 maggio si avvicina sempre più e Steven Zhang deve trovare una soluzione per il futuro che fino a qualche settimana fa era ancora lontano, oggi è invece dietro l’angolo.

Non solo Lautaro, mister Inzaghi pronto a prolungare

Una situazione appesa a un filo sottile chiamato Oaktree per Lautaro, diversa invece per Simone Inzaghi. Le tempistiche sono anche diverse, perché il tecnico del 20esimo scudetto nerazzurro va in scadenza nel giugno 2025 e l’Inter sa quanto sia sconveniente iniziare una stagione con un allenatore non ancora sicuro di trovarsi in sella per l’anno successivo. E allora le trattative per il prolungamento procedono sotto banco, con Inzaghi pronto a legarsi ancora a lungo al club di viale della Liberazione per proseguire col progetto che ha portato alla seconda stella e che, nei piani nerazzurri, punta anche alla Champions League mancata nella stagione 2022-2023.

Si parla di pura formalità ancora mancante, con la firma effettiva non ancora arrivata, ma secondo quanto trapela le trattative dovrebbero essere celeri perché sia da una parte sia dall’altra l’intenzione è quella di proseguire insieme. Come? Con prolungamento e adeguamento dello stipendio del tecnico piacentino.

Al suo arrivo nel 2021 aveva firmato un quadriennale a 4 milioni netti più bonus, ora tra le parti c’è un’intesa di massima per altri tre anni (scadenza posticipata al 2027) e un contratto base di sei milioni con bonus a far lievitare la cifra.



 

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