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È stato pubblicato il 3 maggio 2024 sul sito web del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste il decreto direttoriale contenente il nuovo avviso Ocm vino “Promozione sui mercati dei paesi terzi”.

 

Il Masaf mette a disposizione degli operatori nella campagna 2024-2025 poco più di 21,7 milioni di euro per i progetti nazionali, cui vanno ad aggiungersi circa 71 milioni di euro per bandi regionali e multiregionali per una spesa complessiva che si aggira sui 93 milioni di euro.

 

“Con questo nuovo avviso sulla promozione sui mercati dei paesi terzi dell’Ocm vino abbiamo cercato il modo migliore per valorizzare l’export e, anche per questo, coinvolto tutti gli operatori e il sistema delle fiere” ha detto il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, in seguito alla riunione tenutasi al Masaf in occasione della presentazione del nuovo avviso “Promozione sui mercati dei paesi terzi dell’Ocm vino” alle organizzazioni del settore.

 

L’avviso emanato dal Ministero ha l’obiettivo di migliorare la competitività del settore vitivinicolo attraverso l’apertura, la diversificazione e il consolidamento dei mercati in Stati esteri ed è rivolto sia ai produttori di vino che alle loro organizzazioni e associazioni.

 

In particolare, tra i soggetti legittimati a presentare i progetti, vi sono i consorzi di tutela e le associazioni di produttori, oltre alle imprese vitivinicole anche nella forma dell’associazione temporanea di scopo.

 

Le attività di promozione saranno realizzate al di fuori dei confini dell’Unione Europea, al fine di veicolare la qualità delle produzioni dei vini. La scadenza per la presentazione dei progetti è fissata per il 3 luglio 2024. Le iniziative verranno attuate dal 16 ottobre 2024 al 15 ottobre 2025.

 

Saranno finanziate attività di promozione, con un contributo a fondo perduto che può arrivare fino al 50% delle spese sostenute. Per i progetti a valere sui fondi quota nazionale, il contributo richiesto per ciascun progetto non supera i quattro milioni di euro, a prescindere dall’importo totale del progetto presentato. È facoltà delle Regioni, nei propri avvisi, fissare un contributo massimo richiedibile per ciascun progetto.

 

Per i soggetti proponenti che siano produttori di vino, il contributo massimo richiedibile è il seguente: 

  • medie e grandi imprese non oltre il 5% del valore del fatturato globale;
  • micro e piccole imprese, non oltre il 10% del valore del fatturato globale.

 

Ecco poi un elenco ragionato delle spese ammissibili suddivise per azioni:

  • azioni in materia di relazioni pubbliche, promozione e pubblicità, che mettano in rilievo gli elevati standard dei prodotti dell’Unione, in particolare in termini di qualità, sicurezza alimentare o ambiente; 
  • partecipazione a manifestazioni, fiere ed esposizioni di importanza internazionale; 
  • campagne di informazione, in particolare sui regimi di qualità relativi alle denominazioni di origine, alle indicazioni geografiche e alla produzione biologica vigenti nell’Unione; 
  • studi di mercati nuovi o esistenti, necessari all’ampliamento e al consolidamento degli sbocchi di mercato; 
  • studi per valutare i risultati delle attività di informazione e promozione

Nell’ambito delle azioni descritto, nel decreto si precisa che: 

  • Le spese riguardanti le azioni inerenti studi di mercati nuovi e studi per valutare i risultati delle attività di informazione e promozione sono consentite solo se abbinate, in ciascun Paese terzo, a spese per almeno una delle azioni principali, ovvero in materia di relazioni pubbliche, promozione e pubblicità, partecipazione a manifestazioni, fiere ed esposizioni, pianificazione ed esecuzione di campagne di informazione sui regimi di qualità. 
  • Le spese riguardanti l’azione sugli studi di mercati nuovi o esistenti non possono superare il 3% dell’importo del progetto presentato nell’ambito del Paese Terzo a cui si riferisce lo studio. 
  • Le spese riguardanti l’azione inerente studi per valutare i risultati delle attività di promozione e informazione non possono superare il 3% dell’importo del progetto presentato nell’ambito del Paese Terzo a cui si riferisce lo studio.

Il decreto poi contiene anche altre norme per i bandi regionali ed interregionali, che saranno a breve lanciati dalle regioni.

 

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