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Dalle tredicesime alle assunzioni, ecco i provvedimenti che saranno oggi sul tavolo di Palazzo Chigi.


Tredicesime. L’incentivo in busta paga per un milione di famiglieIl bonus tredicesima, che il governo pensava di erogare a dicembre di quest’anno, diventa un contributo una tantum in busta paga e slitta a gennaio 2025. Il bonus consiste in un’indennità di 100 euro a favore dei lavoratori dipendenti, con reddito complessivo non superiore a 28 mila euro con coniuge e almeno un figlio a carico, oppure per le famiglie monogenitoriali con un unico figlio a carico. Quindi le coperture sono rinviate alla discussione sulla legge di bilancio. Proprio il problema delle coperture aveva stoppato il via libera del provvedimento, che il vice ministro dell’Economia Maurizio Leo avrebbe voluto portare in Consiglio dei ministri già la settimana scorsa, e aprire così la campagna elettorale per le elezioni europee con la promessa di un regalo di Natale a favore dei redditi bassi.

Per finanziare il bonus si cercano almeno 100 milioni di euro, che dovrebbero andare a coprire una platea stimata di un milione di famiglie, soldi che il ministro Leo contava di recuperare sulla base delle maggiori entrate garantite dal concordato preventivo biennale.

Assunzioni. Aumentano gli incentivi per le donne e i giovani
E’ pronto il decreto ministeriale condiviso da Mef e ministero del Lavoro che istituisce una maxi deduzione pari al 120% del costo del lavoro in favore delle imprese che assumono. L’incentivo si applica a tutte le aziende e ai lavoratori autonomi e sale al 130% per le assunzioni di giovani, donne ed ex percettori del reddito di cittadinanza. Nella bozza del decreto coesione, inoltre, compare un altro bonus, pari al 100% dei contributi previdenziali, verso chi assume – tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025 – giovani under 35 e donne che risiedono nella Zes unica del Mezzogiorno, oppure personale di aziende in crisi. Sempre il decreto Coesione prevede l’esonero al 100% dei contributi previdenziali per i giovani imprenditori che assumono disoccupati o inattivi under 35 per incentivare l’occupazione giovanile nei settori strategici. Arrivano poi due iniziative per sostenere le nuove imprese attraverso un voucher da 30 a 200 mila euro per i giovani e le donne. Il contributo cresce nelle zone colpite dai terremoti del 2009 e 2016. I due interventi messi in campo si chiamano “Autoimpiego centro-nord Italia” e “Investire al Sud 2.0”

Premi di produttività. Tasse raddoppiate: ora si sale dal 5 al 10%
Nel decreto attuativo della riforma fiscale trova spazio anche il raddoppio della tassazione sui premi di produttività, che passa dal 5 al 10% «entro il limite di importo complessivo di 3 mila euro lordi» a partire dal 1° gennaio 2025, un intervento che sembra controproducente visto l’obiettivo dell’esecutivo di spingere i salari. Negli ultimi due anni, infatti, le tasse sui premi erano state abbassate al 5%.

In bilico una misura sulle pensioni con cui l’esecutivo vorrebbe mettere dei paletti alla “Rita”, l’anticipo della rendita pensionistica per chi ha sottoscritto un fondo pensione. Uno strumento usato come accompagnamento alla quiescenza dai pensionati che chiedono il versamento di parte del capitale (e non del montante maturato) per avere a disposizione risorse cash. Il governo vorrebbe vietare ai pensionati di ottenere il riscatto del capitale, obbligandoli a dover aspettare la rendita. Un mossa criticata dai sindacati e pure da Unimpresa che vede così il rischio di penalizzare i fondi pensione e la previdenza complementare, «pregiudicando uno strumento fondamentale per tutte le aziende che si apprestano a dare il via a piani di ristrutturazione con esodi di personale».

Fondi coesione. Una revisione per spendere più in fretta le risorse Ue
Una revisione delle norme sui fondi coesione per riuscire a spendere le risorse più velocemente. I fondi europei assegnati all’Italia tra il 2021 e il 2027 ammontano a 43 miliardi (e salgono a 74 aggiungendo il cofinanziamento nazionale), il problema è che nei primi tre anni l’Italia ha speso solo l’1% dei soldi. Il ministro Raffaele Fitto punta ad accelerare estendendo ai fondi Ue le regole applicate per la governance del Pnrr. L’idea è quella di centralizzare i processi, con cabine di regia e monitoraggi costanti. Ad esempio, le regioni dovranno comunicare lo stato degli interventi prioritari con relazioni semestrali, un meccanismo in grado di verificare i cronoprogrammi e spingere il governo ad accelerare le procedure in ritardo.

Nella bozza del decreto che riordina la gestione dei fondi coesione spunta anche un piano d’azione chiamato “RicercaSud”. Si tratta di un piano nazionale per la ricerca e lo sviluppo del Sud 2021-2027, con l’obiettivo di rafforzare le capacità di ricerca e di innovazione nelle aree della Zes unica per il Mezzogiorno, favorire l’introduzione di tecnologie avanzate e sviluppare le competenze per la specializzazione intelligente e la transizione industriale.

 

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